Parto sempre dall’unicità delle persone come chiave di lettura della realtà e dalla convinzione che la diversità sia una parte fisiologica di ogni gruppo di individui. Aziende e organizzazioni non fanno eccezione e l’attuale maggiore mobilità territoriale e sociale delle persone ha semplicemente amplificato gli effetti della diversità.
Sappiamo che tendenzialmente la diversità può essere percepita come una minaccia, poichè per millenni la difesa del territorio è stata la modalità dell’essere umano per proteggersi dagli intrusi e dai pericoli dell’ignoto. Nella nostra società stabile e in un’organizzazione come l’impresa non abbiamo più la necessità di questa protezione e possiamo, piuttosto, agire concretamente per trasformare la diversità in conoscenza e relazione.
Siamo consapevoli, infatti, che proprio nell’inclusione della diversità coltiviamo quell’unicità delle persone da cui possono svilupparsi idee, intuizioni, innovazioni e progetti.
