Monica Ruffati:
Diversity & Inclusion Manager

Il mio approccio

Orientato ai dati e allo sviluppo di soluzioni concrete

Credo nell’unicità e nei dati, mi metto nei panni di chi lavora, sia degli imprenditori che dei dipendenti, costruisco la strada da percorrere per raggiungere gli obiettivi. Senza scorciatoie.

I 5 pilastri

01

L’Unicità come dato di fatto

Parto sempre dall’unicità delle persone come chiave di lettura della realtà e dalla convinzione che la diversità sia una parte fisiologica di ogni gruppo di individui. Aziende e organizzazioni non fanno eccezione e l’attuale maggiore mobilità territoriale e sociale delle persone ha semplicemente amplificato gli effetti della diversità.

Sappiamo che tendenzialmente la diversità può essere percepita come una minaccia, poichè per millenni la difesa del territorio è stata la modalità dell’essere umano per proteggersi dagli intrusi e dai pericoli dell’ignoto. Nella nostra società stabile e in un’organizzazione come l’impresa non abbiamo più la necessità di questa protezione e possiamo, piuttosto, agire concretamente per trasformare la diversità in conoscenza e relazione.

Siamo consapevoli, infatti, che proprio nell’inclusione della diversità coltiviamo quell’unicità delle persone da cui possono svilupparsi idee, intuizioni, innovazioni e progetti.

02

Empatia Gestionale

capisco le fatiche di chi guida un’impresa, mi metto nei panni dell’imprenditore per trovare soluzioni che siano sostenibili economicamente e operative fin da subito.

La sostenibilità economica dell’impresa, infatti, è il prerequisito per ogni lavoro e diventa quindi una chiave di intervento anche per l’equilibrio sociale. Non possiamo avere obiettivi sociali disgiunti da quelli economici e dobbiamo sempre valutare l’impatto delle scelte: il punto di forza del lavoro è valutarle tutte e avere un occhio strategico.

03

Oggettività e risultati

Lavoro con dati e norme: che si tratti di un bando, di una certificazione o di un risparmio generato da un miglior clima interno, l’obiettivo è sempre l’efficacia strategica. Per questo, il nostro scopo è di monitorare anche i risultati qualitativi: la percezione delle persone, le relazioni nei e tra i gruppi, l’immagine esterna, le dinamiche tra le persone, ecc.

A questo ci si arriva non con la teoria, ma valutando i singoli contesti e l’organizzazione nel suo complesso attraverso dati concreti e con un approccio pragmatico e orientato alla soluzione del conflitto o dell’attrito. Idee preconcette e modelli nati non dalla realtà specifica delle persone o dagli obiettivi aziendali sono il più delle volte ostacoli al raggiungimento di un nuovo equilibrio.

04

Evoluzione non imposizione

Lavoro con dati e norme: che si tratti di un bando, di una certificazione o di un risparmio generato da un miglior clima interno, l’obiettivo è sempre l’efficacia strategica. Per questo, il nostro scopo è di monitorare anche i risultati qualitativi: la percezione delle persone, le relazioni nei e tra i gruppi, l’immagine esterna, le dinamiche tra le persone, ecc.

A questo ci si arriva non con la teoria, ma valutando i singoli contesti e l’organizzazione nel suo complesso attraverso dati concreti e con un approccio pragmatico e orientato alla soluzione del conflitto o dell’attrito. Idee preconcette e modelli nati non dalla realtà specifica delle persone o dagli obiettivi aziendali sono il più delle volte ostacoli al raggiungimento di un nuovo equilibrio.

05

L’unicità delle organizzazioni e dei loro bisogni

L’unicità non appartiene solo alle persone, è caratteristica anche delle organizzazioni: ogni organizzazione, infatti, è un mix differente di caratteristiche, dinamiche e persone. Su questo principio, per me non negoziabile, baso il mio modo di fare consulenza come un lavoro “sartoriale”, cucito su misura per ogni organizzazione. La scelta di un metodo e il piano programmatico sviluppato per raggiungere un obiettivo assumono un senso operativo e danno risultati solo se creati per una specifica organizzazione (impresa, ente, associazione, etc).

Il primo passo per avviare un programma di Diversità & Inclusione, per me è comprendere: che tipo di azienda od organizzazione sei? Quali sono le difficoltà del tuo settore? In che cosa siete forti?

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